LA CAPSULA ADESIVA O "FROZEN SHOULDER"
1) Cos’è la capsulite adesiva?
Capsulite adesiva è il nome proprio della rigidità di spalla. L’articolazione della spalla è una articolazione supportata da legamenti che uniscono le componenti ossee e le mantengono allineate adeguatamente durante i movimenti. Normalmente questi legamenti sono sufficientemente elastici per permettere i movimenti completi della spalla, ma quando vi è la capsulite adesiva i legamenti vengono interessati da un processo infiammatorio che determina la formazione di tessuto cicatriziale e dà origine ad aderenze ed a riduzione dello spazio articolare: questo processo riduce notevolmente il normale range di movimento dell’articolazione e può essere molto doloroso.
2) Quali sono i soggetti maggiormente a rischio?
Le donne con più di 40 anni sono le persone più soggette a sviluppare una capsulite adesiva. Vi sono alcune particolari condizioni mediche che si associano ad un aumentato rischio di sviluppare questa condizione, e cioè il diabete, le malattie cardiovascolari e la chirurgia del seno, ma la capsulite può manifestarsi in persone per altri aspetti completamente sane senza predisposizione o traumi.
3) Come si sviluppano i sintomi?
Generalmente la capsulite adesiva procede attraverso tre distinte fasi; durante una prima fase chiamata ‘freezing’ compare un fastidioso dolore generalizzato a tutta la spalla che è accentuato dal movimento e comporta una perdita di movimento. A causa del dolore che deriva dal processo infiammatorio il paziente sceglie di proteggere la spalla muovendola il meno possibile, dando così modo al processo cicatriziale di avvolgere la spalla rendendola sempre più rigida. Nella seconda fase,’frozen’, vi è la localizzazione del dolore attorno alla testa dell’omero, dolore che peggiora durante la notte e spesso rende difficile il sonno. In questa fase l’infiammazione è in via di risoluzione e il tessuto cicatriziale sta maturando. Nella fase finale, ’thawing’, la spalla è molto meno dolorosa, ma praticamente immobile. A questo punto il tessuto cicatriziale comincia a scomparire e vi può essere un lento e progressivo miglioramento del range di movimento.
4) Come si giunge alla diagnosi di ‘capsulite adesiva’?
Solitamente è il chirurgo ortopedico che pone diagnosi di capsulite adesiva. Il dolore di spalla di questa patologia spesso viene erroneamente imputato a patologie diverse quali tendinopatia calcifica, rottura della cuffia dei rotatori, artrite o tendinite: sebbene queste patologie spesso possano precedere la capsulite adesiva, nella maggior parte dei casi la rigidità è un reperto isolato che insorge isolatamente. Quando il chirurgo nota una riduzione del movimento specialmente in flessione e rotazione, ci può essere il sospetto diagnostico; quando la radiografia , la risonanza magnetica e l’esame obiettivo escludono altre cause di dolore allora la diagnosi è confermata.
5) Come viene trattata la capsulite adesiva?
Il trattamento della capsulite adesiva è basato sullo stadio di presentazione e sulla severità della condizione. Spesso nelle fsi iniziali i farmaci antidolorifici per uso orale sono di aiuto per diminuire la reazione infiammatoria dell’articolazione e avere quindi un maggiore arco di movimento libero dal dolore e quindi una minore formazione di tessuto cicatriziale. Oltre a questi farmaci può essere utile anche la terapia fisica, come la ionoforesi, gli ultrasuoni, le applicazioni di caldo e freddo. Un fisioterapista che abbia familiarità con questa condizione può essere di estrema utilità con l’esecuzione di mobilizzazioni caute attive-assistite e passive, specialmente se ciò viene fatto in una piscina calda per la riabilitazione. A tutto ciò sarebbe poi bene aggiungere una serie di esercizi da svolgere a casa con l’ausilio di carrucole e di aste per lo stretching. Nella fase ‘frozen’il dolore più importante richiede un più costante ricorso ai farmaci.
